L’industria videoludica in pericolo? Il publisher di Gollum accusa: Ci sono troppi videogiochi!

L’industria videoludica in pericolo? Il publisher di Gollum accusa: Ci sono troppi videogiochi!
Gollum

Nell’oceano digitale dei videogiochi, dove il fruscio delle nuove uscite sembra non placarsi mai, una voce si leva controcorrente. Il publisher Nacon, artefice di titoli come “RoboCop Rogue City” e “Lords of the Rings Gollum”, lancia un monito che risuona tra le sale di sviluppo e gli scaffali virtuali dei negozi: “Ci sono troppi videogiochi”. Ma cosa comporta questa sovrabbondanza per l’industria videoludica? E come reagirà il pubblico fedele e sempre in cerca di nuove esperienze interattive?

Immaginate il panorama attuale del gaming come un buffet sterminato, dove ogni piatto sembra chiamarvi, eppure nessuno riesce a distinguersi veramente. Nella sua critica, Nacon punta il dito verso una produzione sfrenata, che rischia di saturare il mercato con un’offerta eccessiva. Troppi titoli, sostiene il publisher, portano a una difficoltà sempre maggiore per i singoli giochi di emergere e lasciare un’impronta duratura nella memoria dei giocatori.

In questa frenesia di lanci e annunci, dove ogni giorno è testimone di nuove uscite, alcuni titoli rischiano di essere sommersi ancor prima di poter nuotare. La selezione naturale del mercato, che dovrebbe premiare i più meritevoli, si trova sovente ostacolata dal rumore di fondo. Gli sviluppatori versano sudore e passione nei loro progetti, sognando di raggiungere le vette dell’Olimpo videoludico, ma spesso si ritrovano inghiottiti nell’ombra di giganti o nella confusione di una massa indistinta.

Eppure, la critica di Nacon non si ferma alla mera constatazione di un’evidenza, ma si spinge a interrogare le dinamiche che portano a questa proliferazione. Sarebbe forse il momento per l’industria di fare una pausa, di ripensare ai tempi e alle modalità di produzione? Di considerare il valore del “meno è più”, dove la qualità potrebbe trionfare sulla quantità?

D’altra parte, questa abbondanza può essere vista come un’era d’oro per i giocatori, che non si sono mai trovati di fronte a una scelta così vasta. Ma anche il più affamato degli avventurieri digitali può sentirsi sopraffatto quando il menu si trasforma in un labirinto senza fine. La sfida è dunque doppia: per gli sviluppatori, quella di creare opere che brillino di luce propria; per i giocatori, quella di scovare i gioielli nascosti nel cumulo di proposte.

La critica di Nacon apre una finestra su una riflessione più ampia, che va oltre il semplice dato di fatto. Cosa significa per l’industria questa abbondanza di titoli? Come si evolverà il panorama videoludico di fronte a questa costellazione sempre più affollata? Una cosa è certa: il dibattito è aperto, e le risposte potrebbero scrivere il prossimo capitolo di questa avventura digitale, in cui ogni giocatore è, a suo modo, protagonista.